Negli ultimi decenni il teatro ha seguito i cambiamenti epocali che hanno caratterizzato la nostra società. Dopo anni forse silenti, e utilizzando al massimo i propri strumenti creativi, è tornato a essere un richiamo scomodo del presente, una lente di ingrandimento sulla contemporaneità – una caratteristica, questa, che è propria del teatro da sempre.
Entrando in sala, ci capita così di ritrovarci di fronte a rappresentazioni che cercano di spogliarsi dalla tradizione della teatralità, non tanto per rinnegare il passato, bensì per cercare la propria forma e identità nel presente. In una società in cui il divario tra ciò che percepiamo e la realtà dei fatti è sempre più ampio, in cui la nostra percezione, viziata o carente, può deformare la realtà al punto da non farci più riconoscere ciò che è vero da ciò che è falso, il Teatro, ancora una volta, come nella sua tradizione più antica, attraverso il filtro potente della creatività tenta di restituirci momenti sempre più autentici, che risvegliano la consapevolezza.
Stupisce e affascina che il luogo della finzione per antonomasia sia diventato nel tempo un avamposto della verità. Proprio questa apparente contraddizione ci offre lo spunto per riflettere ancora una volta sulla nostra condizione umana. Tale è lo stimolo contenuto in tutti gli spettacoli della nuova programmazione 2018/2019 che, nel suo insieme, parla della difficoltà non solo di vivere il cambiamento ma anche di promuoverlo.

Marco Sgarbi
Direttore artistico

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